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L’Ingegneria Biomedica nasce dall’integrazione delle metodologie e delle tecnologie proprie dell'ingegneria, sia dell'informazione che di quelle dell’ingegneria industriale (principalmente meccanica e chimica), con le problematiche mediche e biologiche delle scienze della vita, dell’ingegneria clinica, del mondo del lavoro e dello sport.
Il suo sviluppo è intimamente legato alla crescente diffusione nelle scienze biomediche di strumentazione ad alto contenuto tecnologico e di tecnologie informatiche e della comunicazione.
Le metodologie di base riguardano la descrizione dei fenomeni elettrici e/o magnetici e le apparecchiature per misurarli e modificarli; l’elaborazione di dati e segnali biomedici; le bioimmagini; la rappresentazione della conoscenza medico-biologica, la progettazione e la valutazione funzionale di strumentazione, dispositivi ed impianti medicali, di materiali naturali e artificiali, di tessuti, apparati ed organismi.
Le tecnologie includono la strumentazione biomedica (diagnostica, terapeutica, riabilitativa: dai componenti elementari ai sistemi ospedalieri integrati); le protesi, i biomateriali e le strutture biomeccaniche, i robot biomedici, i sistemi intelligenti artificiali; i sistemi per la gestione e l’organizzazione sanitaria; i sistemi informativi a livello di paziente, reparto, ospedale, regione, paese; l’informatica medica; la telemedicina.
Le aree di ricerca avanzata nella biologia e nelle neuroscienze comprendono l’ingegneria delle cellule e dei tessuti, la caratterizzazione biomeccanica delle strutture biologiche e l’analisi delle caratteristiche di interfaccia biologico-artificiale, le tecniche informatiche per la biologia e la neurologia (neuroinformatica e la bioinformatica) e la bioelettronica.
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L’offerta didattica della Facoltà di Ingegneria, dell’Università di Napoli Federico II, comprende il Corso di Laurea in Ingegneria Biomedica, articolato su due livelli: il primo, della durata di tre anni, permetterà di acquisire conoscenze sufficienti per entrare immediatamente nel mondo del lavoro; il secondo, della durata di ulteriori due anni, consentirà il conseguimento della Laurea Magistrale.
Obiettivo principale è quello di fornire all’Ingegnere Biomedico una solida formazione nelle metodologie e tecnologie dell'ingegneria, applicata alle problematiche mediche. A tale scopo, i laureati dovranno acquisire: conoscenze adeguate delle metodologie operative delle scienze di base e di quelle proprie dell’ingegneria per applicarle al settore della medicina e biologia, al fine di comprendere, formalizzare e risolvere problematiche di interesse medico-biologico e più in generale sanitario, e conoscenze dei contesti operativi industriali e dei servizi sanitari. Questo bagaglio culturale rende il laureato di primo livello in Ingegneria Biomedica uno specialista, che può trovare un’idonea collocazione all'interno delle strutture sanitarie o delle industrie del settore, ma anche un tecnico versatile e preparato per lavorare in ambienti a forte contenuto tecnologico e con elevato tasso d’innovazione.
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